Il presidente del Consiglio in una nota: “Affronterò le questioni all’interno del Pdl ma invito tutti al senso di responsabilità, alla sobrietà, al rispetto dei nostri militanti e dei nostri elettori”. Due giorni di mobilitazione per l’11 e il 12 dicembre. Poi, sui rifiuti, chiama in diretta Floris e lo attacca: “Promesse mantenute, siete dei mistificatori”
ROMA – Una mobilitazione per l’11 e il 12 dicembre con raccolta di firme a favore del governo e, probabilmente, un nuovo simbolo dopo il voto di fiducia. Su queste due direttrici si sta muovendo Silvio Berlusconi in vista della nuova fase che si aprirà dopo il voto del Parlamento del 14 dicembre. Intanto il premier striglia il suo partito, diviso e nel quale quasi ogni giorno si apre uno scontro interno. “Le questioni all’interno del Pdl – dice il Cavaliere – conto di affrontarle quanto prima con la consueta disponibilità a prendere in considerazione le varie opinioni. Nel frattempo invito tutti al senso di responsabilità, alla sobrietà, al rispetto dei nostri militanti e dei nostri elettori che non approvano certo personalismi ed esibizionismi”. Poi, in serata, telefona in diretta a Ballarò. Il programma affronta il tema dei rifiuti e Berlusconi vuole rivendicare l’azione del governo e le “promesse mantenute. Ma presto la telefonata degenera. “Siete dei millantatori”, chiosa il presidente del Consiglio prima di interrompere la comunicazione.
Intanto fonti accreditate dicono che il premier ha in mente di cambiare. L’ipotesi è che dal simbolo scompaia la scritta ‘Pdl’: così resterebbe solo ‘Berlusconi presidente’ o ‘Silvio Berlusconi’. Ma potrebbe scomparire anche il Pdl: il premier, riferiscono fonti parlamentari di via dell’Umiltà, avrebbe intenzione di bruciare le tappe e di lanciare il nuovo partito proprio dopo il 14 dicembre, giorno della fiducia alle Camere. E’ quella la data che farà da spartiacque tra il vecchio e il nuovo corso, è dopo quella data che il presidente del Consiglio dovrebbe – secondo quanto assicurano le stesse fonti – evocare una sorta di nuovo ‘predellino’, fare una ‘uscita forte’ dal punto di vista mediatico. Intanto si lavora ad una due giorni di mobilitazione. Sabato 11 dicembre ci saranno manifestazioni in tutte le regioni italiane, nelle piazze e nei teatri. Il giorno dopo, domenica 12 dicembre, sarà invece dedicato ai gazebo per la raccolta delle firme. Ai sottoscrittori si chiederà di sostenere il governo e la sua azione. Un modo, spiega un dirigente del Pdl, “per chiedere che il mandato degli italiani sia rispetto”.
Un governo che, scrive il Cavaliere in una nota “ha messo a punto il piano per il mezzogiorno che sarà approvato nel prossimo consiglio dei ministri, dopo aver varato nelle scorse settimane la legge sulla stabilità finanziaria, già approvata dalla camera, il federalismo fiscale e il piano per la sicurezza”.
Sul fronte opposto, anche Pier Luigi Bersani è scettico sull’ipotesi che il governo ottenga la fiducia il 14 dicembre. “Abbiamo presentato la mozione di sfiducia perchè si capisca chi è pro e chi è contro”, spiega, “mi aspetto che la fiducia venga negata”. E già il Pd pensa al futuro: con Fini governo di transizione e poi alle elezioni, da avversari.
(23 novembre 2010)

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