La maggioranza battuta alla Camera Berlusconi ai suoi: «Più sobrietà»

Bocchino: «Niente fiducia». Il premier al Pdl: «Basta personalismi ed esibizionismi»

ROMA – La maggioranza va sotto alla Camera per laseconda volta nel giro di due settimane. Ma Silvio Berlusconi non mostra preoccupazione alcuna. Anzi fa sapere, attraverso una nota, che il governo «incurante degli attacchi e delle polemiche, continua a lavorare con ottimi risultati sia in politica interna che in politica estera». Nel comunicato il premier ricorda l’approvazione della legge sulla stabilità finanziaria, già approvata dalla Camera, il federalismo fiscale e il Piano per la sicurezza, e annuncia che l’esecutivo ha messo a punto il Piano per il Mezzogiorno. Poi affronta anche le «questioni all’interno del Popolo della Libertà», precisando che è sua intenzione affrontarle quanto prima, «con la consueta disponibilità a prendere in considerazione le varie opinioni». Il cavaliere non cita esplicitamente Mara Carfagna né nessun altro membro del suo partito, ma l’appello ai suoi contenuto nella nota è preciso: «Invito tutti al senso di responsabilità, alla sobrietà, al rispetto dei nostri militanti e dei nostri elettori che non approvano certo personalismi ed esibizionismi».KO ALLA CAMERA – Il comunicato del premier segue di poche ore il ko del governo alla Camera: la maggioranza è andata sotto su un proprio emendamento alla ratifica delle modifiche al Trattato dell’Unione europea che assegna all’Italia un seggio supplementare del Parlamento europeo. Sull’emendamento, bocciato a scrutinio segreto con 290 no, 251 sì e un astenuto, il governo si era rimesso all’Aula. Per battere la maggioranza a scrutinio segreto il voto di Fli è statao determinante, visto che i deputati finiani si sono allineati a Pd, Idv e Udc. Il provvedimento tendeva a ripartire nuovamente i voti, inizialmente previsti per 72 seggi, per 73, quanti sono i seggi attualmente assegnati all’Italia nell’emiciclo di Strasburgo. In questo modo, il seggio in più sarebbe andato al Pdl e non all’Udc come previsto in seguito all’approvazione in commissione, la scorsa settimana, di un emendamento dell’opposizione.

MUSSOLINI-COSENTINO, BACIO “CINEMATOGRAFICO” – Alessandra Mussolini voterà la fiducia al governo nonostante le polemiche col ministro per le Pari opportunità. «Mi è giunta la solidarietà dei deputati e dei senatori campani e con Nicola Cosentino ci siamo dati un bacio sulla bocca, un bacio cinematografico. È stato un segnale politico anche per la Carfagna». Lo racconta, ai cronisti di Montecitorio. Ma avverte: «L’ho detto a Silvio Berlusconi, la Carfagna sta con Bocchino: non si faccia infinocchiare».

SCONTRO BOCCHINO-LA RUSSA – Intanto, in mattinata, ennesimo scontro Bocchino-La Russa: «È evidente che non ci sono le condizioni per cui noi possiamo votare in questo momento la fiducia al Governo Berlusconi» ha detto il capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino, a Omnibus, su LA7. «Alla fine sono convinto che Berlusconi sceglierà la via più saggia che è quella delle dimissioni per evitare di essere sfiduciato – ha aggiunto – non c’è dubbio che il passaggio parlamentare non può non essere legato a un elemento di discontinuità». Riferendosi alle parole del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini che lunedì ha sottolineato che i centristi non voteranno la fiducia al governo, Bocchino ha commentato: «Casini fa parte dell’opposizione, noi abbiamo altre responsabilità». «Siamo in attesa di una risposta da Silvio Berlusconi – ha ribadito – ammesso che venga fa shopping in Parlamento poi che fa? Se Berlusconi viene il 13 e dice che c’è una situazione di stagnazione, dice ‘mi rendo conto che bisogna fare delle riforme istituzionali, la riforma della legge elettorale, la riforma del Fisco, un grande provvedimento economico e sociale troverà una maggioranza più ampia. Questo chiediamo noi. Non chiediamo posti: li abbiamo restituiti». La replica del Pdl arriva poco dopo, per voce coordinatore del Pdl e ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «E chi ha mai detto che ci sono le condizioni…? Loro chiedono le dimissioni di Berlusconi, le dimissioni non ci saranno, quindi le condizioni evidentemente non ci sono».

D’URSO: «PRONTI ANCHE A UNA NOSTRA MOZIONE DI SFIDUCIA» – Il coordinatore di Fli Adolfo Urso, in risposta al ministro della Difesa ha infine ribadito che «se non vogliono dar vita a una nuova fase e coninuare nella vecchia daremo una risposta politica adeguata. Senza una risposta seria non daremo la fiducia al governo e come estrema ratio potremmo presentare una nostra mozione di sfiducia sulla quale auspichiamo la convergenza delle altre forze politiche». Lo dice a Radio Radicale il coordinatore di Fli Adolfo Urso, in risposta alla dichiarazione fatta dal ministro della Difesa La Russa che oggi ha escluso l’ipotesi di dimissioni da parte di Silvio Berlusconi.

MARONI: «NON SO SE ARRIVIAMO A FINE ANNO» – Anche il ministro del’Interno conferma i confini incerti del futuro della maggioranza: «Non so neanche se arriveremo a fare il decreto di fine anno» sul federalismo. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, non si sente di fare alcuna previsione sul futuro del governo. «Non so neanche cosa succederà il 14 dicembre», ha affermato rivolto ai sindaci lombardi, riuniti a Milano.

Redazione online
23 novembre 2010

 


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