Benedetto XVI nell’udienza ai funzionari della Questura di Roma: “Società e istituzioni pubbliche ritrovino le loro radici spirituali per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento”
CITTA’ DEL VATICANO – Il Papa denuncia il “senso di insicurezza” dovuto in primo luogo alla “precarietà sociale ed economica”, che però è “acuita anche da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza”. Lo ha detto nell’udienza a funzionari e dirigenti della Questura di Roma. “La società e le
istituzioni pubbliche ritrovino la loro ‘anima’, le loro radici spirituali e morali, per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento e quindi all’azione pratica”.
I mutamenti di questa fase, ha detto il Papa, “generano talvolta un senso di insicurezza, dovuto in primo luogo alla precarietà sociale ed economica, acuita però anche da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza”. “Il nostro mondo, con tutte le sue nuove speranze e possibilità, – ha proseguito – è attraversato, al tempo stesso, dall’impressione che il consenso morale venga meno e che, di conseguenza, le strutture alla base della convivenza non riescano più a funzionare in modo pieno. Si affaccia pertanto in molti la tentazione di pensare che le forze mobilitate per la difesa della società civile siano alla fine destinate all’insuccesso. Di fronte a questa tentazione, noi, in modo particolare, che siamo cristiani, abbiamo la responsabilità di ritrovare una nuova risolutezza nel professare la fede e nel compiere il bene, per continuare con coraggio ad essere vicini agli uomini nelle loro gioie e sofferenze, nelle ore felici come in quelle buie dell’esistenza terrena”.
(21 gennaio 2011)

Rispondi